La presentazione presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati del libro” Storia e Controstoria delle Telecomunicazioni in Italia”, scritto da Maurizio Matteo Decina, è stata l’occasione per dare uno sguardo a 360° sulle evoluzioni del mercato delle Telecomunicazioni in Italia e per ascoltare l’opinione di autorevoli rappresentanti di questo settore su temi di rilievo ed attualità quali partecipazione diretta dei Dipendenti Azionisti alla Governance delle Aziende, Sovranità Digitale e Pervasività delle OTT, impatti su Privacy e CyberSecurity, gli effetti dell’adozione diffusa della IA.
Il convegno, moderato dalla giornalista Antonella Olivieri del Sole24h, dopo una breve introduzione dell’autore Maurizio Matteo Dècina ha visto gli interventi dell’On. Andrea Volpi, di Mauro Martinez Presidente del CNQ, di Franco Bernabè ex presidente di Telecom Italia, di Luca Attias dirigente della Corte dei Conti con esperienza sulla digitalizzazione della P.A., di Stefano Conti Segretario UGL Telecomunicazioni, di Gianfranco Ciccarella prof università La Sapienza di Roma, di Dario Denni segretario CFWA esperto di temi di regolamentazione in ambito europeo e di Franco Lombardi Presidente di ASATI (Associazione dei Piccoli Azionisti di TIM

Il libro di Dècina offre una panoramica degli aspetti noti e meno noti delle telecomunicazioni italiane, passando dalle prove documentali che il telefono sia stato inventato prima di Meucci e Bell da un certo Manzetti, un tecnico valdaostano di cui si fa menzione nelle cronache francesi dell’epoca, alla ricostruzione con dovizia di particolari della privatizzazione di Telecom degli anni 90 e la successiva scalata di De Benedetti alla guida del colosso telefonico di allora e pone le basi della proposta di adottare il modello tedesco di partecipazione dei lavoratori nel CdA aziendale per evitare che temi importanti come l’evoluzione tecnologica e l’adozione dell’ Intelligenza Artificiale nei processi aziendali vengano guidati solo da logiche economiche senza tener conto del rischio di depauperamento professionale e dell’impatto sociale che queste portano.

Secondo Mauro Martinez, Presidente dei Quadri Tim e Fibercop, è giunto il momento per lo Stato di prendere spunto dai casi virtuosi tedesco e francese e prevedere per legge nello Statuto di grandi aziende di interesse nazionale, a maggior ragione nel caso delle Utilities, siano esse Private o Pubbliche, la presenza di un rappresentante dei dipendenti azionisti nel CDA o in un organo di controllo e vigilanza della società. In questi Paesi, infatti, da anni è prevista la presenza di un rappresentante dei lavoratori nel CDA e questo ha portato etica, trasparenza e competenza specifica come valore aggiunto per gli organi decisionali dell’Azienda. Per garantire quindi altrettanto valore nelle aziende italiane ormai i tempi sono
maturi ma un eventuale disegno di legge che introduca questa fattispecie, ribadisce Martinez, non può prevedere questa scelta come una opzione per le Società, bensì deve configurarsi come un vincolo statutario. Sul tema, Stefano Conti ha evidenziato come il Sindacato oggi ha, con l’introduzione massiva dell’Intelligenza Artificiale, la possibilità di rilanciare la propria opera di salvaguardia dei diritti dei lavoratori e di tutela della privacy, approfondendo gli studi per comprendere e analizzare i meccanismi decisionali dei sistemi di IA, e contribuire a basare su una regolamentazione etica tutti i processi di trasformazione tecnologica. In questa ottica diventa imprescindibile un ruolo partecipativo dei lavoratori negli organi decisionali delle aziende al fine di guidare la definizione delle regole e della loro applicazione per questa nuova rivoluzione industriale.





